Mi sto occupando del mercato dei Media ed ho avuto l’opportunità di fare una sintesi si alcuni dei maggiori trend (vedi immagine) che cambieranno in modo significativo i ricavi dei fornitori di contenuti e delle pay-tv (società come Sky). La conclusione è che il modo degli utenti di fruire contenuti sta cambiando significativamente già dopo pochi anni di metabolizzazione dei touchscreen e di uso di applicazioni mobili, e che sempre di più il successo ed i ricavi delle aziende Media dipendono dalla loro capacità di creare esperienze e convolgimento (user engagement) attraverso un complesso di servizi interattivi abilitati dai “social networks” su più terminali. Ma sul come non mancano le sorprese. La la lotta per una quota del portafoglio dell’utente finale è ormai affollata di aziende che provengono da mondi diversi (Retail, Media e Telco) e sono richieste competenze di IT & di marketing digitale innovative.  Analizziamo i cambiamenti cominciando dalla testa della filiera, ossia da come sta evolvendo il comportamento dell’utente ed il consumo/acquisto di contenuti per intrattenimento. In post successivi valuteremo l’impatto su servizi offerti, sui modelli di ricavo (sottoscrizione/abbonamento ed advertising) e sulle competenze necessarie agli operatori del settore.

Il primo trend che emerge è quello delle Connected TV, ossia televisori progettati per essere nativamente connessi alla rete è che possono interagire via Internet in più modi: come Browsing Web (scomodo), accesso a contentuti Video On Domand in tempo reale, e possibilità di scaricare e far funzionare applicazioni specializzate (parte di un ecosistema) con cui arricchire le attività fatte tramite il televisore. Le applicazionoi sono  scaricabili da negozi onli sulla proprietari o esterni (application stores, come iTunes per iPhone o per Apple-TV). Ora di innovativo questo trend sembra avere poco, ma è importante perchè:

  • ormai il 51% delle Smart TV nuove vendute negli US sia imediatamente connesso alla rete, e le Smart TV sono presenti già nel 16% delle case servize da broabband (fonte:Parks Associates, The Smart TV Development Ecosystem 2011);
  • il fenomeno sta ri-aumentando anche sulla TV il consumo di Video, specie dei giovani prima in calo, ed in particolare di quello di Video-on-Demand, come già si era assistito sul PC grazie a televisioni alternativi con palinsesti non lineari (Youtube) :
  • le piattaforme Smart TV si stanno allineando a due logiche fondamentali che definiranno le catena del valore dei servizi: sistemi con middleware chiusi che offrono servizi VOD branded (oltre ai palinsesti lineari tradizionali) e cercano di monetizzare l’uso e la vendita di pplicazioni dedicate sulla propria TV e sistemi aperti che cercano invece di migliorare la capacità di fare Browsing e di accedere a WebTV con standard Internet.

Dopo anni di perdita di tempo TV a scapito dei PC, sono le TV che cercano di re-inventarsi come parte integrante della esperienza on-line complessiva seguendo gli insegnamenti di Tablet, notebook & Smartphone. Più importante però che in futuro, il mercato dei contentuti video tradizionali su Set-Top-Box chiusi degli operatori tradizionali sarà sempre sfidato dal fatto che le televisioni saranno già in grado di essere connesse e di accedere a contenuti alternativi, obbligando così le Pay-TV a ripensare i modelli di servizio.  La sfida (e l’opportunità) è la disintermediazione: le connected TV si potrebbero presentare come schermi IP-enabled capace di accedere tramite connessioni a banda larga a vari fornitori di contenuti che potrebbero non essere i soli tradizionali operatori Media integrati dai contenuti alla distribuzione, ma aprendo lo spazioa nuovi retailer digitali capaci conoscere i gusti del cliente, avere una relazione di pagamento e di consegnare in modo più efficace (costo/servizio) mediante le Smart TV un contenuto digitale. Per chi fosse scettico, va ricordato il recente acquisto da parte di Amazon di LoveFilm, un’azienda simile a Netflix che dal modello di noleggio di DVD e videogiochi postale ormai offre in modo maturo soluzion di Home Video con video-on-demand sul televisore di casa UK, Germania, etc).  In pratica Amazon, un retailer con avanzata esperienza di vendita online aggiunge un prodotto come il VOD, tradizionalmente non suo appannaggio,  ad un carrello virtuale di utenti che profila e  conosce singolarmente meglio anche di fornitori di Pay TV tradizionali. L’aspetto duale perà è che le stesse Smart TV aprono la strada al commercio elettronico di beni anche ai produttori di TV ed agli operatori PayTv. (si veda: “couch shopping”). Lo riprenderemo nei prossimi post ….

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