Il modello di business di tutte le associazioni contiene tre componenti fondamentali: erogare servizi ai soci, creare un potere di rappresentanza ed essere in grado di fare rete tra associati e stakeholder rilevanti del modello associativo.  Analizzare le tre componenti, a soprattutto le relazioni tra  esse,  permette di ottimizzare anche le azioni di marketing associativo e gli strumenti di marketing da utilizzare. Vediamo in dettaglio ciascuna componente, considerando il diagramma.

Obiettivo fondamentale di ogni Associazione è possedere il massimo numero di associati, le cui quote di associazione parte fondamentale del modello di ricavi (modello di revenues). La proposizione di valore agli associati consiste nell’erogare dei Servizi che rispondano ai bisogni primari dando vantaggi in termini di costo o di efficienza. Un esempio puà essere il servizio di consulenza finanziaria offerto da Confesercenti attraverso i commercialisti convenzionati o l’erogazione di servizi di formazione per le piccole imprese. Il secondo compito dell’associazone è quello di fare rappresentanza, ossia di gestire, curare e sviluppare gli interessi dei soci che ne fanno parte, arrivando a rappresentare i soci ed a operare politiche di lobby nelle sedi oppotune e rispetto agli stakeholder pubblici rilevanti. Ovviamente i due aspetti sono tra loro interconnessi: tanto maggiore è il numero dei soci, tanto maggiore è il potere di rappresentanza di cui l’associazione dispone. Allo stesso modo più tale rappresentanza è sognificativa più i potenziali soci preferiranno quell’associazione rispetto ad altre. Stesso dicasi per i serivizi: un’associazione in grado di fare rappresentanza può comportarsi da aggregatore, ossia da buyer di servizi versto i fornitori con un significativo potere di negoziazione, in grado cioè di fare un sourcing a prezzi competitivi. Questo si tramuta nel fatto che i soci ed i potenziali soci trovino un portafoglio di servizi (o di convenzioni nel caso specifico) più interessante, aumentando così la base e quindi il potere di rappresentanza. Ora, non stupisce che questo modello è il “two-sided business model” o “two-sided market ” (in italiano  mercato bilaterale”), ossia definito come una piattaforma che offre beni e servizi a due o più gruppi distinti di clienti e in cui le domande dei gruppi di clienti (soci/fornitori, soci/stakeholder) sono collegate
attraverso gli effetti di rete tale che la partecipazione di  un gruppo aumenta il valore della partecipazione per l’altro gruppo. In pratica le associazionio si comportano come più recenti e famosi fenomeni di “two sided market” quali e-bay o l’application store di Apple. Cià che è interessante è che questi hanno strategie di marketing (Digitale, Virale) molto sviluppate ed efficaci, che quindi possono e dovrebbero essere mutuate anche in ambito di marketing associativo.  Infatti questi modelli sono comunque mercati caratterizzati da effetto rete, che nel caso dell’associazionismo è il terzo componente fondamentale del modello: “fare rete” significa saper mettere in comunicazione soci e fornitori, sulla piattaforma dell’associazione, ascoltare i bisogni dei soci e veicolarli presso gli stakeholder pubblici. Anche in questo caso soffermarsi su questo punto è importante perchè molti degli strumenti di “social media” sono proprio caratterizzati dalla capacità di coinvolgere persone in rete e stimolarle a partecipare. Pensiamo solo alla capacità di usare strumenti di questo tipo per conoscere la domanda di servizi latente dei soci o per coinvolgerli (comunicando) in attività dell’associazione oppure per fare sentire l’opinione dei soci presso enti e altri stakeholder. Analizzeremo quali strumenti di marketing associativo possono miglioare l’efficacia di una associazione proprio a partire da questo modello semplificato.