guinness-qr-code-full

La Guinness QR CUP è un esempio di come nel marketing consumer l’eccezione che stravolge le regole appena scritte… per essere innovativi e interagire!

  • Brand:                Guinness
  • Obiettivi:           Coinvolgere i clienti,  divertendo,                               preferenza brand Guinnes,  aumentare i consumi viralmente
  • Prop  valore:    Divertimento, novità, uso sociale
  • Canale:                Codici QR fisici

Nel post Marketing Mobile: cosa sono i codici QR abbiamo visto che i codici QR servono per passare dal mondo tangibile a quello digitale , permettendo di usare la ricchezza del formato multimediale per “estendere” prodotto oltre la sua fisicità. La Guinness Cup è invece l’esempio inverso: un uso molto intelligente della tecnologia digitale e dei QR per ridare nuova vita ad un prodotto fisico noto come una birra.

Il manifesto a lato illustra la campagna: sui bicchieri di Guinness disponibili ad alcuni bar è stato impressa la parte negativa (gli spazi bianchi) di un QR.  Ovviamente, a bicchiere vuoto, il QR non si legge. Più importante,  non si legge neanche a bicchiere pieno di una birra chiara qualsiasi, poichè il non vi è sufficiente contrasto per la lettura. Solo un boccale colmo con il nero della Guinness è capace di far rinascere il QR per la scansione.  Secondo l’advertise, la strisciata del QR permette di «inviare un tweet su Guonnes, aggiornare lo status di Facebook, fare il checkin su FourSquare, scarica coupon e promozioni, invitare gli amici ad unirsi alla lettura e vedere contenuti Guinness esclusivi».

L’aspetto interessante è la reinvenzione di una tecnologia nuova! Partendo dalle caratteristiche base dei codici (necessità di alto contrasto per la lettura) si enfasi al carattere distintivo della Guinness stessa: il suo famoso nero.  La novità del gioco invita a riempire il bicchiere per essere poi un argomento di discussione con gli amici.

La landing page favorisce ulterioremente l’aspetto virale: poter condividere con amici l’esperienza in modo che altri siano stimolati a ripeterla (bevendo un altro bicchiere !) e a giocare insieme.  La promessa dell’annuncio  è anche quella di invogliare amici a raggiungere su Four Square per una birra se si trovano nelle vicinanze. A prescindere da quest’ultimo aspetto, sicuramente la condivisione su Facebook aumenta viralmente la curiosità di altri.

Il fatto poi che l’idea sia innovativa spinge anche un effetto ‘awareness del brand’ secondario: tutti i blog di marketing e QR parlano di Guinness (e questo non fa accezione)!

Mi è piaciuta molto la creatività di reinventare il consono:  di solito il vuoto nei QR sono i tratti  bianchi, mentre qui il vuoto è il nero … che solo Guinness fa rinascere. MI aspetto che l’idea sia replicata in altri ambiti: immaginiamo i gli album da colorare dei bimbi, dopo aver colorato gli spazi appositi … appare un QR per andare ad accedere su filmati di gioco gratis. Non so se croce o delizia dei genitori… ma una nuova via è aperta. Un aspetto interessante, più tecnico, è anche una lezione di gestione dei QR e della sua fisicità … in negativo. L’agenzia creativa che ha creato la campagna ha usato un domino temporaneo per la campagna di appoggio (non di proprità Guinness!). FInita la campagna nei bar, il dominio è tornato indisponibile per cui alla scansione del QR (anche da immagine su web), ormai a quella pagina non ci sono più i contenuti. Ma i QR sui bicchieri e nelle immagini in rete non si possono cambiare: un’occasione persa per Guinness, poichè su Web ha avuto vita e interesse ben più lungo che la durata nei pub, perdendo così altri potenziali contatti con il brand. Ancra oggi quel QR è scansito ma non porta più a Guinness, fastidiosamente.  Le lezioni ?  Le landing page di campagne in outsourcing su siti non gestiti direttamente possono essere un errore e bisogna ricordarsi che una campagna innovativa puà durare nel mondo internet più di quanto duri nel mondo fisico!!